Fiera del Levante
Intervista ad Alessandro Ambrosi, Presidente della Nuova Fiera del Levante a poche ore dalla chiusura dell’82^ edizione della Campionaria Generale Internazionale.
Staff Fiera, 17-09-2018

Intervista ad Alessandro Ambrosi, Presidente della Nuova Fiera del Levante a poche ore dalla chiusura dell’82^ edizione della Campionaria Generale Internazionale.

Presidente Ambrosi, partiamo dai numeri. Che afflusso di visitatori si è registrato in questa 82esima edizione della Campionaria?

“Premetto che non mi appassionano analisi prettamente quantitative, anche se ogni lettura economica deve partire dai numeri. Sono contento che il bilancio di questa edizione della Campionaria sia assolutamente positivo: in valori assoluti c’è stato un incremento del 10% dei visitatori rispetto allo scorso anno”.

 

E, da un punto di vista qualitativo, che Fiera è stata?

“La percezione dei visitatori, su un campione rilevante di intervistati, è stata davvero positiva. Sulla base delle interviste, possiamo dire che abbiamo avuto una fiera esteticamente bella, tra tradizione e innovazione, dalle star-up all’artigianato etnico. Ovviamente la più apprezzata e amata sezione della Fiera, come sempre, è stata la Galleria delle Nazioni, che è una piccola rappresentazione del globo. Qui ogni anno al suo interno ci sono tante novità: cambia sempre, così come il mondo, non è mai la stessa”.

 

A livello istituzionale, si sono avute le visite del premier Conte e di ben tre ministri. Soddisfatto di questa attenzione?

“La Campionaria è un momento importante per l’economia del territorio. Abbiamo avuto l’attenzione delle massime cariche dello Stato e questo vuol dire che la Fiera è in salute e gode tutt’oggi di una certa autorevolezza economica nel Paese. Sono state visite molto importanti, proficue, sia per la Fiera del Levante che per la città di Bari e per tutto il Mezzogiorno. Tutti i protagonisti della politica italiana hanno sentito la necessità di venire a Bari in questi giorni.”.  

 

Che risposte sono arrivate dagli espositori? Sono rimasti soddisfatti?

“Il dato importante è l‘aumento degli espositori, ma soprattutto è il livello di gradimento degli stessi che a me interessa. Non abbiamo avuto un solo espositore che si è lamentato. In questi mesi ci siamo prodigati per migliorare gli spazi espositivi, abbiamo effettuato degli interventi strutturali molto importanti, dall’aria condizionata in tutti i padiglioni fino alla manutenzione straordinaria di alcuni stand. Gli espositori hanno percepito un significativo miglioramento della Fiera e di questo ne sono fiero”.

 

Per quanto riguarda il giro d’affari mosso dalla Campionaria, secondo lei c’è stata una ripresa dei consumi?

“Penso che la Fiera del Levante sia un termometro rappresentativo dell’economia del territorio. Evidentemente la febbre sta passando e la temperatura si sta abbassando, la crisi sta volgendo al termine e si sta verificando una significativa ripresa dei consumi. Le famiglie sono tornate a pensare allo shopping, agli acquisti: dai beni durevoli, come le automobili e l’arredamento, a quelli più effimeri, come cibo e oggettistica. Le famiglie sono decisamente più propense all’acquisto e questo è un segnale positivo per il territorio”.

 

Per la mole di eventi che si sono tenuti nei padiglioni, possiamo dire che è stata anche una fiera della cultura e dei saperi?

“Lo ripeterò all’infinito: la sinergia tra pubblico e privato non è utile, ma è assolutamente indispensabile. In questi nove giorni la Regione ha organizzato moltissimi eventi culturali. La Campionaria ha dimostrato di essere un contenitore informativo e soprattutto formativo, che ha formato il visitatore su una serie di argomenti: dal tema dell’accoglienza, lanciato a Bari il 7 luglio da Papa Francesco, alla cultura per una sana alimentazione, dal design alle attività del mondo del volontariato”.

 

Da visitatore cosa le è piaciuto maggiormente della Fiera?

“Io sono un romantico, sono innamorato della Fiera del Levante nella sua interezza per il suo cambiar pelle in continuazione da un padiglione a un altro. Si passa dalle innovazioni delle giovani start up al venditore di stracci nell’arco di cento metri. Questa varietà, questa moltitudine, mi affascina. Lo considero davvero un luogo magico perché qui ce n'è per tutti i gusti”.

 

Per la prossima edizione che obiettivi si pone?

“Per la 83esima Campionaria non ho l’ossessione di incrementare il numero dei visitatori, 10mila o 20mila presenze in più non stravolgono il nostro bilancio. Mi interessa, invece, migliorare l’offerta e magari ampliarla: potremmo portare nei padiglioni nuovi settori merceologici e prodotti che non sono mai arrivati in Fiera. Ma alla base di ogni ragionamento, ci deve essere la qualità dei servizi offerti. Solo così potremmo continuare il difficile, ma intrigante percorso, iniziato in questi mesi. Un viaggio verso il futuro, ma con i piedi stabilmente piantati nella tradizione”.


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